Category: sport marketing

Personal branding per atleti: mettiamo le basi

Ho iniziato ad occuparmi e a scrivere di personal branding per lo sport nel 2018: realizzare quanto la crescita e la reputazione di un atleta fossero strettamente collegati alla sua capacità di “ comunicare e raccontare se stesso” al mondo, è stato per me illuminante.

Dal 2016 seguivo l’immagine di una giovanissima e promettente arrampicatrice Italiana,  sto parlando di Federica Mingolla, in anteprima ritratta ai tempi di allora in uno scatto di Giorgio Violino], tra le più forti in Europa, che dalla sua parte, oltre all’indiscusso talento sportivo da fuoriclasse, aveva anche un’incredibile personalità e una grande capacità innata.

Quella di bucare lo schermo.

Nonostante tutti mi definissero la sua ” manager”, e poi quella di altri atleti, il vero valore aggiunto del mio lavoro andava ben oltre l’organizzazione e la gestione commerciale dell’atleta.

Nel caso di Federica, ad esempio, solo molto tempo dopo ho capito che il “ core” della nostra collaborazione, consisteva nel saper veicolare questa sua “ dote” in modo strategico e mirato, per attirare via via opportunità sempre più in linea con i desideri, le aspirazioni, le necessità e soprattutto i valori dell’atleta stessa.

Attraverso l’ufficio stampa, i rapporti con gli Sponsor, i progetti audio visivi e i commercial, le serate presso eventi e convegni, le trasferte in Fiera e molto altro, avevamo avviato un profondo lavoro di costruzione del suo personal branding.

Sono trascorsi diversi anni e oggi il personal branding è tema comune per ogni categoria professionale.

( …vi dice qualcosa Elly Schlein e la polemica sulle sue consulenze in armocromia? Anche questo è Personal Branding)

Siamo figli del Grande Fratello, della televisione voyeurista, della sensazione, magari illusoria, che ogni persona comune possa diventare un “personaggio”.

Oggi qui vorrei intanto chiarire che il personal branding, se ben condotto e applicato, non ha proprio nulla a che vedere con la trasformazione mediatica di una persona comune in un “personaggio”.

Si tratta invece a ben vedere di una sequenza di attività che, portate avanti con metodo, strategia e costanza, costituiscono un vero e proprio “ acceleratore” alla crescita di carriera di uno sportivo, trasformandolo da semplice “ atleta” in campione.

Al tempo stesso, quando pensiamo ai nomi più conosciuti e seguiti nel mondo dello sport degli ultimi venti anni, da Michael Jordan a Serena Williams, da Maria Sharapova a Cristiano Ronaldo, a Federica Pellegrini– mentre scrivo, impegnata a presentare il suo primo libro autobiografico “ ORO”,  possiamo dire di avere a che fare con veri e propri personaggi.

Si tratta infatti di atleti che hanno saputo lavorare su sé stessi costruendosi nel tempo, grazie alle loro scelte Visual e non, un forte e riconoscibile brand.

Ma, qual’è la differenza tra brand e personal branding?
Vediamola insieme!

Che differenza c’è tra brand e personal branding?

Forse, non così tanta.

Le grandi aziende investono milioni di euro in strategie di marketing e pianificazioni pubblicitarie, necessarie a far non solo conoscere ma soprattutto riconoscere i propri prodotti sul mercato.

Tutto questo fa parte della costruzione del loro “ brand” ovvero l’insieme di caratteristiche e valori che le rappresentano e che andranno a identificare tutti i loro prodotti.

Il logo, il naming, sono solo rappresentazioni grafiche e visive di tutto questo insieme più profondo che si chiama “brand”.

Il nucleo centrale di ogni brand, sta infatti nei suoi valori, nella filosofia di mercato a cui ha scelto di aderire, nello stile di vita e di uso che vuole andare ad incarnare.
Pensiamo ad uno dei brand più longevi e famosi al mondo: la Coca Cola.
Al suono di queste due paroline, cosa ti viene subito in mente?
Immagina il divertimento, la convivialità dello stare insieme ad amici e familiari, associandola ad un gusto fresco e frizzante.
Un Babbo Natale rubicondo, una festicciola tra amici, belle ragazze vestite di rosso e giovani coppie allegre e innamorate.

Questo è il potere del brand: far sì che le persone leghino un marchio a dei valori e delle sensazioni condivise.
Nel caso della Coca Cola il “divertimento” la “ festa” lo “stare insieme”, ma anche la “ felicità condivisa” intesa in senso più ampio.

Ecco perché oggi chiunque di noi e in qualunque parte del globo, in procinto di organizzare una festa e alla ricerca di una bevanda analcolica, nazional popolare, che “piaccia a tutti” non può fare a meno di rivolgere la propria scelta sulla Coca Cola.

Il personal branding: le origini

Le aziende spesso sono persone ma le persone…non sono aziende.


Come passare allora dal concetto di brand alla persona e quindi al “ personal branding”?

La prima definizione di personal branding, arriva da Tom Peters nel 1997 in un articolo intitolato “The Brand Calls you” il cui passaggio chiave recita proprio così:


“ The good news — and it is largely good news — is that everyone has a chance to stand out. Everyone has a chance to learn, improve, and build up their skills. Everyone has a chance to be a brand worthy of remark “.

Uno dei maggiori esponenti in Italia del personal branding è invece Luigi Centenaro, autore nel 2011 del primo testo dedicato a questo concetto “ che è stato poi declinato in una guida alla corretta costruzione del tuo personal branding online.


Lui lo definisce “ un modo per farsi trovare e scegliere, per attrarre più opportunità legate a ciò che si sa fare meglio, singolarmente e come azienda. Fare personal branding significa puntare sul proprio asset principale: se stessi.

Altre tre definizioni che amo moltissimo di personal branding sono queste:

“ Il Personal Branding è l’abitudine di dimostrare e comunicare gli aspetti che ti rendono rilevante per le persone che intendi influenzare” *( Luigi Centenaro)

“ Gli individui con un Personal Brand generano valore o valore per sé stessi, massimizzano la propria occupabilità e aumentano i loro guadagni” **( Kedher Manel)

«quello che la persone dicono di te, quando tu non sei nella stanza» ***( Jeff Bezos)

 

Qui introduciamo, oltre all’aspetto legato al farsi trovare e scegliere, i concetti di RILEVANZA, di VALORE ECONOMICO  e di OPINIONE COMUNE.

Adesso la base del processo dovrebbe essere più chiara: il primo passo fondamentale dal quale non si scappa è quello di conoscersi.

Vuol dire saper individuare le tue caratteristiche uniche e distintive, quelle che ti rendono diverso da ogni altro amico, collega professionista e dagli altri atleti: le qualità e i valori speciali che porteranno le persone a riconoscerti e le aziende a sceglierti.

 

Alla scoperta del TUO brand

Quindi, riassumendo, come possiamo definire il personal branding?


È l’insieme delle tue caratteristiche, dei tuoi valori, delle tue inclinazioni, della tua storia unica unito a quello che fai e che sai fare meglio.
Facile no?
Forse è più facile a dirsi, che a farsi.


Conosci te stesso” diceva Socrate, e neanche lui aveva inventato la famosa massima, bensì l’aveva letta sul portale del Tempio di Apollo a Delfi e la utilizzava come monito durante le sessioni di filosofia con i suoi studenti, esortandoli a scavare nel proprio profondo alla ricerca della verità.


Come puoi fare quindi se sei un professionista sportivo o un atleta  e vorresti partire alla scoperta del tuo personal branding?

Il primo esercizio che ti invito a fare è quello di porti alcune semplici domande, quelle che io chiamo “ le domande per partire”.


Vediamone alcune sulle quali nel frattempo puoi cominciare a lavorare in autonomia:

Partiamo con le domande giuste:

  • Quali sono i tuoi valori, i principi secondo cui operi e quelli su cui non puoi transigere?
  • Qual è il tuo super potere, ciò che sai fare meglio di chiunque altro?
  • Cosa ti dà energia e ti accende? Quali sono le tue vere passioni?
  • Cosa sai fare? Cosa ti piace fare? Prova a raccontarlo.
  • Perché vuoi comunicare ( es. sui social): cosa vorresti trasmettere a chi ti segue?Qual è il tuo messaggio?

Primo esercizio pratico: prendi un quaderno vuoto e che ti piaccia e inizia a rispondere a queste semplici ma profonde domande.


Nel prossimo post vedremo come utilizzare le tue risposte e quali sono i VANTAGGI che un buon personal branding può portare alla carriera di ogni  professionista.

In settimana uscirà sul mio Instagram un Reel in cui ti ti parloerò dei 7 falsi miti più comuni sul Personal Branding per atleti: quei trigger che ti bloccano nel comunicare chi sei e cosa sai davvero fare al mondo, impedendoti di brillare!

SPOILER: non c’è bisogno di essere famosi né di avere millemila followers sui Social per avere successo nel tuo percorso di personal branding.

Il momento giusto è ora.

Sarà solo la tua personalità a farti“scegliere” rispetto ad altre persone per rivestire un certo incarico, vederti assegnato un nuovo progetto o magari rappresentare un determinato prodotto o diventare ambasciatore di una causa importante.


La costruzione di una corretta immagine online&offline per un atleta e un professionista dello sport, a qualsiasi disciplina appartenga, passa dal via.


Non si tratta di un processo indolore né semplice dal principio: non ti mentirò. E i risultati non sono sempre compresi nel pacchetto, ma di sicuro se ci provi avrai imparato qualcosa in più su te stesso e sarai cresciuto.


Posso invece assicurarti che tutti coloro che oggi hanno raggiunto grandi risultati nella loro carriera di sportivo professionista hanno lavorato sodo e per diverso tempo sul proprio personal branding.
 

Ci vediamo la prossima settimana con un nuovo post del Blog, intanto continua a seguirmi su Instagram per altri Tips a tema e iscriviti alla Newsletter per rimanere sempre aggiornato!

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Comunica la tua passione sportiva in modo vincente

Ti hanno ripetuto più volte che il lavoro dei sogni non esiste.

Io stessa me lo sono sentita ripetere molto spesso in questi anni di libera professione.
Spesso sono state proprio le persone più vicine a me, magari impegnate ad esercitare un mestiere, anziché una professione. 

Nonni, genitori, amiche del liceo, parenti, partner.

Non importa da chi arrivi questa osservazione, se non impariamo a raccoglierla e trasformarla a nostro vantaggio, farà sempre troppo male, fino a portarci a perdere fiducia in noi stessi e nei nostri talenti, nelle nostre capacità.

A questo punto però, ho una confessione importante da farti.

Sono una sognatrice e l’esame di realtà a volte mi riesce difficile eppure devo ammettere, un po a malincuore credetemi, che in un certo senso è proprio così:  il lavoro dei sogni non può esistere.
Diffida di chi ti racconterà il contrario, perché non ti sta dicendo tutta la verità.

Un atleta lo sa bene: dietro il sorriso e l’adrenalina di una vittoria in campo, di un podio aggiudicato, di un match andato a buon fine, di un miglior tempo conquistato, di una via chiusa e portata a casa…  vi sono ore e ore di allenamenti, giornate tolte al riposo o agli amici, ansie o blocchi da superare con metodo.

Anche se quello che stai svolgendo è impegnativo e intenso quanto un vero lavoro, perché per quanta passione ed entusiasmo ci metti, rimarrà comunque un lavoro, o perlomeno una parte di esso.

Sei atleta o sportivo professionista, ti alleni duramente più volte a settimana o addirittura ogni giorno, hai un calendario fitto di impegni, gare e trasferte, obiettivi cadenzati da raggiungere e su cui lavorare con costanza e metodo.

Non è forse un lavoro questo?

E se tu invece, fossi una professionista dello sport?

Magari un tempo sei stata un’atleta professionista, o sognavi un giorno di diventarlo.

Allora le tue performance atletiche erano ottime ma non abbastanza in alto da giustificare una vita nell’agonismo, oppure ancor più semplicemente, sei stata tu ad un certo punto a volerti allontanare dalle competizioni e dagli allenamenti cadenzati e incessanti per rispondere ad una diversa chiamata.

Eri una ballerina con un luminoso avvenire sul palco, finché“qualcosa” non si è spezzato in te per molto tempo. 

Poi, un giorno, grazie allo yoga e all’insegnamento ti sei ritrovata e finalmente riconosciuta in una nuova veste. Quella dell’insegnante.

Oppure, eri una ginnasta, ma ad un certo punto hai deciso che la strada del Fitness Training ti avrebbe aperto più possibilità e così hai messo gli attrezzi nel cassetto e hai seguito una nuova direzione, costellata di scoperte e soddisfazioni ma anche di tanti dubbi e perplessità e paure di non riuscire a crescere.
E a campare di quel lavoro lì.

Allenarti, continuare a formarti ogni giorno per offrire sempre il meglio a te stessa e ai tuoi clienti, partecipare ad eventi e meeting, avviare la tua attività autonoma e magari – nel mentre!- gestire una casa tutta tua, decidere di avere un figlio ed una famiglia tutta tua.

Eppure, nonostante la fatica, continui a farlo con passione, ogni giorno, con costanza, determinazione, entusiasmo e tutte le tue energie.

Non potresti essere felice senza quella scintilla che accende la tua vita, ogni giorno.

Lo faresti anche “gratis” ma ad un certo punto questo non sarebbe più sostenibile.

 

Ti piacerebbe fare in modo che la tua passione per lo sport possa invece essere davvero qualcosa di reale e sostenibile nella tua vita?

IL TALENTO DA SOLO NON BASTA

All’inizio di questo articolo ti ho detto che il “il lavoro dei sogni non esiste” e ora invece ti dico che può essere realtà? No, non sono (ancora) diventata pazza.

Il lavoro dei sogni esiste, nella misura in cui sarà visto sempre e comunque come un lavoro e messo nelle condizioni di poterti sostenere.

Per poter vivere in modo sostenibile della tua passione sportiva, vi sono diverse strade: tutte passano però da una buona comunicazione. 

Se ti guardi intorno, vedrai chiaramente che il successo degli atleti di ogni disciplina è fortemente legato alla loro bravura nel farsi (ri) conoscere e apprezzare da un pubblico, più o meno vasto, di appassionati.

Le storie dei più grandi atleti e degli sportivi che hanno lasciato un segno, passano per quelle caratteristiche che li rendono unici e ben riconoscibili rispetto agli altri.

Ti ho parlato qui dell’importanza del PERSONAL BRANDING, e di come questo abbia fatto la differenza per atleti e sportivi di tutti i tempi, da  Stefi Graff a Maria Sharapova, da Ingemar Stenmark a Lindsey Vonn, da Manolo a Stefano Ghisolfi, da Valter Bonatti a Simone Moro, e così via.

Puoi essere bravo e  performante al massimo ma il talento, da solo, non basta ad un certo punto per andare avanti.

Per essere davvero vincente e trasformare la tua passione sportiva in un vero lavoro (e non nel lavoro dei sogni!) dovrai diventare vincente anche nella tua comunicazione.

E questo si rivela forse ancor più necessario se sei una professionista dello sport: comunicare te stessa in modo “ vincente” vuol dire conferire reale valore alla tua missione, al tuo impegno, alla tua professione e trasmetterlo in modo efficace ed autentico ai tuoi potenziali clienti.

DIVENTA VINCENTE NELLA TUA COMUNICAZIONE

Lavoro da diverso tempo nello sport marketing e mi occupo della gestione e della comunicazione di atleti e professionisti sportivi che, come te, sognano di poter vivere della propria passione sportiva e di raccontarla al mondo.

 Proprio dalla mia esperienza sul campo con gli atleti ho capito quanto sia necessario ripartire dalle basi e imparare a conoscersi a fondo, a raccontarsi al pubblico e a costruire una narrazione che sia funzionale agli obiettivi che ogni atleta vuole perseguire.

Proprio come in campo, in vasca, in pista ci si arriva preparati ad affrontare sfide ed imprevisti, allo stesso modo con YOUROCK! ci prepariamo ad affrontare e superare le sfide quotidiane della tua comunicazione.

 

 

 

Nel 2020 sono diventata mamma, da sportiva e lavoratrice autonoma ho integrato un nuovo aspetto centrale nella mia vita: ottimizzare tempi e attività in modo da continuare a perseguire i miei obiettivi, personali e professionali, senza perdermi di vista.

Allenata dal mio bimbo Arthur, imparavo giorno dopo giorno a ricostruire la professionista che sarei voluta diventare: così è nato BRANDING QUEEN,  un percorso alla scoperta del personal branding per donne, come noi, che desiderano lavorare nella direzione di un business più autentico, efficace ed allineato non solo ai nostri obiettivi ma anche ai nostri valori personali.

Ricorda..

c’è sempre luce, se solo siamo coraggiosi abbastanza da vederla, se solo siamo coraggiosi abbastanza da essere luce 

Ti aspetto!

 

 

Da atleta a campione: la tua comunicazione sportiva da zero a cento

 

LA (BUONA) COMUNICAZIONE PER ATLETI

Ho iniziato ad occuparmi di comunicazione e strategie per atleti nel lontano 2016 e ho accompagnato da allora decine di giovani atleti e di sportivi professionisti più maturi, nella costruzione e veicolazione della loro immagine pubblica, attraverso la comunicazione digitale.

Chi mi segue da allora sa quanto io sia non solo appassionata di sport e nuove tendenze digitali, ma anche dei diversi linguaggi della comunicazione e di come questi possano essere utilizzati  a vantaggio di un atleta, al pari di ogni altro professionista sul mercato.

Il mio campo di azione è lo sport marketing e la mia missione è quella di guidare gli atleti come te e gli sportivi professionisti a tirare fuori il bello che hai già in te per poi comunicarlo al mondo, in modo da raggiungere i tuoi obiettivi di carriera personale e sportiva.

La buona comunicazione può essere il tuo migliore alleato in questo percorso perciò ho deciso di continuare a fornire a tutti gli atleti, di qualsiasi sport e livello, delle risorse disponibili qui sul mio blog per aiutarli a compiere i primi passi nella gestione della propria comunicazione.

Prima di partire con la strategia, dobbiamo però fermarci e riflettere su questo punto:
ogni professionista e quindi, ogni atleta, ha una storia interessante e unica da raccontare.

Come ripeto e ripeterò fino alla nausea, vorrei lo ripetessi anche tu con me, come un Mantra:

“ogni atleta possiede il suo brand e dovrebbe imparare prima possibile a controllarlo ed utilizzarlo a suo favore”

( un pò come Bart Simpson alla lavagna!)

Brand atleta lavagna

 

STRATEGIA DIGITALE PER CAMPIONI: I VANTAGGI

La strategia è come il faro: è la luce che ti guida verso il compimento del tuo obiettivo, tappa dopo tappa.

Definiamo prima di tutto che cos’è e di cosa si compone una buona strategia:

definisce obiettivi nel lungo termine;

sviluppa azioni mirate ad orientarci verso gli obiettivi prefissati;

ci guida nell’individuare le risorse di cui disponiamo che possono portarci un vantaggio sui nostri “ concorrenti”.

Che tu sia in allenamento, in gara o in una fase di costruzione della tua carriera non c’è passo in avanti che possa prescindere dalla strategia.

Quindi, un approccio strategico, è proprio quello che ti distinguerà come persona e come atleta di fronte ad altri.

In ogni momento della tua comunicazione on line e off line, dovrai chiederti:

  • “Perché io?”
    “Come posso essere rilevante?”
    “Cosa mi caratterizza e su quale punto voglio andare a spingere la mia comunicazione, per toccare e raggiungere davvero il mio pubblico, in un mare sterminato di stimoli e informazioni.?”

 

Un messaggio o una strategia possono dirsi “rilevanti” ( relevant) quando vanno a toccare, anche per poco, le sfere di pubblico per noi interessanti, lasciando così una nostra traccia.

                   

SPECIAL TIP!

 

Una buona strategia potrebbe aiutarti moltissimo nell’essere notato proprio da quell’azienda outdoor o sport che sogni da tempo di rappresentare.

La chiave starà nell’avviare piano, con metodo e costanza, una comunicazione che parli il SUO LINGUAGGIO, in modo che sarà lei ad arrivare a te come atleta che condivide i suoi valori.

Non spaventarti se questo discorso al momento ti risulta un po’ “ oscuro” e non del tutto chiaro. Presto ci torneremo assieme!

                                           E per essere sicuro di non perderti nulla, seguimi anche su Instagram 😉

 

LA TUA STRATEGIA IN 5 PUNTI

Adesso che sappiamo bene cosa è una strategia e quali sono i vantaggi che può portarti come atleta, passiamo al pratico.

Ho pensato di raccontarti 5 semplici passaggi che puoi iniziare da oggi a compiere per partire con la tua strategia di comunicazione:

  1. Definisci con cura i tuoi obiettivi:
    Inizia con elencare almeno 5 goal che vorresti raggiungere entro i prossimi 12 mesi
    ( es. vincere una gara; salire sul podio di un torneo; raggiungere un grado o un tempo migliori; essere selezionato per un’occasione sportiva importante e distintiva;; partire per una spedizione; ecc.).

    Fatto? Bene.

    Ora riduci la lista a 3 obiettivi: si tratta di 3 priorità che non potrai assolutamente mancare.

    Adesso tra queste selezionane UNA sola che deve essere raggiunta ad ogni costo e sulla quale hai intenzione di impegnarti molto seriamente.

    Le altre rimarranno collaterali ma la tua strategia di comunicazione verterà in gran parte sul creare curiosità, attenzione e alzare la motivazione rispetto a questo specifico goal.

    Non devi perderlo mai di vista!

     

  2. Scegli il tuo pubblico: a chi vuoi parlare in maggioranza?
    Ai tuoi colleghi atleti, alle aziende di settore, ai giovani che ti seguono ma ancora non praticano sport ad alti livelli?
    Scegli UN solo target e cerca di concentrarti su quello.
     Fai attenzione a sceglierlo funzionale al tuo obiettivo: il resto verrà da sé, man mano che affinerai la strategia.

    Non avere paura di perdere possibilità restringendo il pubblico.

    Lo so che vorresti parlare a TUTTI ma ricorda che, parlare  a chiunque, vuol dire parlare a nessuno!

     

  3. Elenca i risultati che vorresti ottenere con la tua comunicazione:
    devono essere risultati concreti, misurabili e raggiungibili realisticamente rispetto alle risorse e ai mezzi che vuoi mettere in campo.

    Puoi certamente pensare di aumentare i tuoi follower di un 15-20% nel corso dei prossimi mesi ma sappi che se vorrai farlo in modo “organico” ( senza ADV) si tratterà di un lavoro assai accurato e complesso, che ti richiederà costante studio, innovazione, applicazione quotidiana su questo canale.

    Chiediti sempre se questi risultati sono funzionali al tuo reale obiettivo del punto1.

  4. Ora che hai definito il tuo messaggio principale e a chi vorresti rivolgerti, puoi pensare a definire su quali canali preferisci ( ed è più opportuno) muoverti: so che stai già pensando a Instagram e  TikTok, o ad uno solo di questi due.

    E ricorda che le possibilità sono molto più ampie e che, nel dubbio, un buon sito/blog indicizzato a dovere è sicuramente un investimento saggio, che prima o poi dovrai prevedere.

    Un buon consulente sportivo può aiutarti in questo!

     

  5. Monitora i risultati: prenditi del tempo periodicamente per ritornare sul tuo lavoro dopo la strategia, segnati i progressi, gli indici di gradimento di alcuni contenuti piuttosto che di altri e piano piano affina il tiro! 
 

CHI FA DA SÈ FA PER TRE. MA A VOLTE CI VUOLE UNA GUIDA!

Grazie per essere arrivato alla fine di questo articolo.

Come hai visto la costruzione e la gestione di una buona strategia di comunicazione per un atleta non è un lavoro banale né immediato: ci vogliono tempo, costanza, metodo e disciplina per ottenere dei buoni risultati.

Proprio come nello sport!

Perciò, se preferisci farlo con un “allenatore”, io sono qui per aiutarti in questo percorso.

 

DIVENTA VINCENTE NELLA TUA COMUNICAZIONE

Lavoro da diverso tempo nello sport marketing e mi occupo della gestione e della comunicazione di atleti che, come te, sognano di poter vivere della propria passione sportiva e di raccontarla al mondo.

Nel 2019 ho creato  YOUROCK!:  una guida chiara, al tuo passo e “ fuffa-free” grazie alla quale imparerai a comunicare te stesso in modo autentico ed efficace. 

 

CHI FA DA SÈ FA PER TRE. MA A VOLTE CI VUOLE UNA GUIDA!

Grazie per essere arrivato alla fine di questo articolo.

Come hai visto la costruzione e la gestione di una buona strategia di comunicazione per un atleta non è un lavoro banale né immediato: ci vogliono tempo, costanza, metodo e disciplina per ottenere dei buoni risultati.

Proprio come nello sport!

Perciò, se preferisci farlo con un “allenatore”, io sono qui per aiutarti in questo percorso.

A partire da Maggio e fino all'estate, potrai ricevere una consulenza veloce con me ad un prezzo promo super speciale.

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I vantaggi di un buon personal branding per un atleta

Lavorare sul proprio personal branding non è un gioco da ragazzi: ma se ne capiamo i vantaggi può diventare più semplice!